POLISPORTIVE GIOVANILI SALESIANE
BELLUNO Via Majer, 6 - Tel. 0437.32022

Presidente Provinciale Belluno: COSTANTIN Fabia Via T. Vecellio, 16 - BELLUNO

SOCIETÀ P.G.S. a Belluno:

1. "DANZAOLTRE" - danza Via Majer, 6 - BELLUNO
Presidente VETTORE Antonella

 

2. "DON BOSCO" - pattinaggio artistico a rotelle  Via Majer, 6 - 32100 BELLUNO
Presidente FONTANIVE  Raffaella, allenatrice BIANCHI Marta, - vedi scheda qui sotto

 

2011-2012

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

per i nuovi atleti !!!

TUTTI I MERCOLEDÌ E I SABATI DI SETTEMBRE DALLE 15.30 ALLE 18.00

Presso la palestra dell’Istituto Salesiano “Agosti” Piazza. S. Giovani Bosco, 12 – BELLUNO

Pattinaggio Artistico a Rotelle 

P.G.S. "DON BOSCO BELLUNO"
presenta
 2007-2008
"Esteban e Maya e l'Isola del Tesoro"
          
 
PRESENTAZIONE

A luglio è nata l'idea di scegliere per l'anno 2007-2008 un tema che possa servire a coinvolgere e a motivare gli atleti anche in quei periodi dell'anno più difficili. Le avventure di due bambini, Esteban di 11 anni e la sua amica Maya di nove, coinvolgeranno i ragazzi  per l'intero anno.
Tutto comincia con la scoperta di una mappa del Tesoro, un pezzo per dire il vero,….ma non si sa ancora come andrà a finire. Si sa per certo che pirati e marinai si sveleranno a noi; si sa che per la fine dell'anno la Mappa del Tesoro sarà completa; si sa che scopriremo il tesoro che c'è in ognuno (programma formativo); si sa che ci saranno danze avventurose, disegni da colorare, regali da scoprire
Tutto è stato organizzato accuratamente perché la tensione della scoperta resti alta durante l'anno. Non possiamo dirvi ogni cosa subito; un esempio è la storia che prosegue passo a passo quando c'è un evento importante.
 Le persone che dobbiamo ringraziare in modo particolare sono due: Giulio che ha scritto la storia e Daniela che ha disegnato la mappa e i due personaggi.
 Ringraziamo poi già da ora tutte le persone che contribuiranno durante l'anno alle nostre attività.

 Prima parte  Il tesoro in una soffitta.

Esteban era un ragazzino di undici anni sveglio e pronto a dire la sua in qualsiasi circostanza, anche in presenza degli adulti. Nessuna situazione gli faceva paura. O quasi! Quella volta, in quella soffitta, infatti…Ma procediamo con ordine. Dobbiamo mettergli al fianco l’inseparabile Maya, una bambina di nove anni, dolce e timorosa, ma nello stesso tempo desiderosa di avventura. Erano fatti l’uno per l’altro, erano una miscela esplosiva, come dicevano sempre le loro mamme. In effetti la paura di Maya era per Esteban un incitamento a osare, e lo spirito di avventura di Esteban entusiasmava nel profondo Maya, che quando diceva “no, questo non lo possiamo fare!” in realtà voleva dire “ho una paura matta, ma la voglia di fare questa nuova pazzia è ancora più grande”.

             E la soffitta? C’è, c’è la soffitta: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Quel giorno Esteban e Maya decisero di correre il rischio di andare a trovare uno strano parente di nome Singulto. Già il nome rende l’idea di una persona mozzafiato. Ed era in effetti così. Quello che impauriva chi si avvicinava a Singulto e passava un po’ di tempo con lui era il suo silenzio: era capace di non dire una parola per ore e ore, e nello stesso tempo di fare certe facce! Esteban e Maya se le ricordavano bene, anche se erano passati almeno cinque anni dalla loro ultima visita. Davanti al loro desiderio di tornare lì, e di visitare finalmente quella soffitta (cinque anni prima non avevano avuto il permesso di salire lì), i genitori a un certo punto avevano ceduto. Sapevano, del resto, che Singulto era un come cane che ringhia sottovoce, ma non morde. Gli adulti! Loro credono tante cose, e si sentono tanto sicuri nelle loro opinioni. Invece…

             Da lontano la casa di Singulto, quasi del tutto nascosta dal bosco e da un’alta staccionata, appariva tetra e priva di vita. Esteban e Maya, appena la videro, dovettero di corsa andare dietro alcune piante a fare la pipì. Che emozione! Avvicinatisi al recinto, i due amici scoprirono però che vicino alla casa c’erano aiuole di fiori, e ben curati, anche. Che Singulto non fosse una persona così strana e selvatica? Esteban tirò una fune collegata a un campanaccio da mucche, e le sue pupille un poco dilatate incontrarono quelle ancora più dilatate di Maya: ormai era cosa fatta, l’incontro sarebbe avvenuto!

             Singulto li guardò dall’alto del suo metro e novanta e dei suoi settant’anni suonati. I suoi occhi grandi e fermi sembravano farsi largo in una boscaglia di capelli, barba e baffi. Non disse una prola, naturalmente, ma con un largo gesto spalancò la porta. Esteban e Maya interpretarono quel gesto come un invito, e si rannicchiarono nella panca vicina al caminetto. Lui intanto andò al fornello. Seguirono alcuni minuti di silenzio imbarazzante, quasi soffocante. Poi arrivò il thè, e un vassoio di biscotti. Singulto li lasciò soli a rifocillarsi. E ne avevano bisogno!

             Quasi imitanto Singulto, se ne stettero in silenzio anche loro due, per un po’. Poi Esteban disse: “Chissà se ci lascerà visitare la soffitta!”. Ma Singulto in quel momento li ascoltava. Non disse nulla, indicò una direzione e offrì una grossa chiave di ferro lavorata a mano. Titubante ma determinato, Esteban la prese e con sguardo riconoscente i due amici si cacciarono in fondo a un corridoio semibuio, dove saliva una scala.

            Quella soffitta! Quante volte ci avevano pensato! Erano passate per la loro mente un sacco di ipotesi sul contenuto misterioso di quel locale ampio e pieno di roba, sotto il tetto, appena illuminato da un lucernario coi vetri molto unti e sporchi. Perché tanta voglia di cercare? Perché quell’entusiasmo  che li aveva presi da tempo? Ma tutti noi uomini siamo fatti così? Siamo davvero tutti cercatori? Un poco cercatori lo siamo tutti, credo, ma non come Esteban e Maya, credetemi! Eccoli lì nella soffitta, trattenendo il respiro, la mano a toccare qua e là, pronti a scoprire, a restare meravigliati, a soffocare per l’emozione.

             Esteban propose a Maya di andare in cerca dei contenitori più vecchi, delle valigie o dei bauli più segnati dal tempo. Anche in lui era forte la convinzione comune che quello che viene dal passato è bello e suggestivo, un messaggio coinvolgente da decifrare. Maya scoprì un baule molto sporco e incrostato, pieno di placche metalliche e di borchie di ferro. Misero insieme le loro piccole mani e sollevarono il coperchio. Impossibile. Esteban prese allora un piccone mezzo arrugginito. E questa volta il baule potè offrire il suo contenuto. Trattenendo il respiro, le mani dei ragazzini andarono qua e là, frugando. Finchè sentirono al tatto una pergamena. Sììì, era proprio, per quanto si potesse intravedere in quella poca luce, una mappa del Tesoro!!

...il seguito ti attende alla Festa di inizio anno di Ottobre!

  Seconda parte 
 Festa d'Inizio Anno

 27 ottobre 2007 ore 16.00

 Esteban e Maya hanno trovato in un baule di una soffitta un pezzo di mappa del tesoro….
…ed ecco che come per magia si ritrovano in uno scenario completamente diverso: io avrei timore!!!!
 E tu?

Stampa e colora i due personaggi della storia  fai clik qui  

 

L'ora è scoccata (l'ora della seconda parte della storia!!!): ecco cosa è accaduto ad Esteban e Maya.

Scovato un brandello di mappa Estaban (impersonato da Jessica) e Maya (impersonata da Elisa) svengono e si ritrovano in un mondo tutto da scoprire: ecco i marinai, allegri e festaioli che li coinvolgono nelle loro danze e nella pulizia della nave….ma ci sono-aiuto!- anche i minacciosi pirati: da che parte stare? Maya decide di stare con i marinai, Esteban con i pirati. La lotta è spietata, le lame sono affilate. Ma ecco che all'improvviso….UNA BOMBA!!!

Tutto si fa silenzio

 

 La Festa è continuata con il GIOCO dei pirati e marinai, fatto assieme ai genitori, e con la merenda: che buone torte c'erano!

Ogni bambino ha inventato un nome da pirata o marinaio: ecco i nomi più originali: Clai, Mozzo Spillo, Grigno, Gamba di Legno, Gino, Capitano Achab, Veriny, Morgan, Silver, Eternety, Calfo, Jak Sparro, Forte Vascello, Yvoge, Lopuny….alcuni sono inglesi!!!

 E TU SEI PIRATA O MARINAIO?


 ESIBIZIONE DI ATLETI ESPERTI

 TERZA PARTE
Esteban e Maya e il racconto della vecchia saggia.

  La bomba aveva steso a terra tutti, in un sonno profondo. Il risveglio di Esteban e Maya fu lento e faticoso. Per un pezzo girarono qua e là come sonnambuli. Non sapevano dove dovevano andare, quale strada prendere e perché. Ma a un certo punto quella specie di tempesta mentale svanì, e i due ragazzini cominciarono a ragionare. Maya propose a Esteban di andare dalla vecchia saggia: per fare il punto della situazione!
La vecchia saggia era una donna di piccole dimensioni, ma molto grande nel cuore e nella mente. Si diceva che da giovane avesse fatto la nutrice di un principe. Certo era un tipo in gamba. Ti capiva al volo, appena le comparivi davanti. Intuiva i tuoi problemi, senza bisogno che tu facessi molti discorsi. Era come se avesse vissuto tante vite, e avesse fatto esperienza di tutto.
Esteban strada facendo pensava a voce alta. Non interrogava esplicitamente Maya, ma sapeva di essere ascoltato. Gli facevano problema quelle vicende di mercanti, navi e pirati. Come mai gli uomini hanno tanta voglia di guadagnare? E come mai se non riescono a guadagnare lavorando, allora rubano quello che gli altri hanno accumulato? Un bel grattacapo, il comportamento umano!
Maya non diceva niente. E lui andava avanti con i suoi pensieri, a voce alta. “Se tutti non pensano ad altro che a comprare e vendere, rubare e imbrogliare, allora che ci stiamo a fare, qui sulla terra? E’ una vita, questa?”. Ma la vecchia saggia – almeno lei - non aveva la smania di guadagnare, e non ne voleva certo sapere di rapine e assalti. Forse lei avrebbe tolto un po’ di nebbia al suo cervello di ragazzino pensoso.
Li accarezzò con lo sguardo, appena le apparvero sulla porta della sua casa a un solo piano. Con tenerezza di nonna li fece sedere nel suo salottino semplice semplice. Da una piccola credenza uscirono i biscotti fatti da lei, e dai suoi occhi partì un invito a parlare che raggiunse subito il cuore di Maya e Esteban. Maya cominciò a riferire i pensieri e gli interrogativi di Esteban. Anche lei era preoccupata per il comportamento dei grandi, per quello che fanno spesso gli uomini, abbagliati dal luccichio delle monete.
Allora la vecchia saggia promise un racconto importante, che avrebbe chiarito le cose. “C’era una volta un pescatore che spesso andava a pescare con la sua barca. E portava poi i pesci a casa, per la moglie e i suoi tanti figli. Un giorno di ritorno dalla pesca, nel tratto di fiume un po’ nascosto dai rami lunghi e fitti degli alberi cresciuti sulle rive, trovò un tronco di traverso, e dovette fermarsi. Subito uscirono dalla vegetazione alcuni uomini mascherati, con bastoni e coltelli. Cercò di non farsi rubare il pesce appena pescato. Ma fu bastonato a sangue, e i malandrini si portarono via tutto, lasciandolo mezzo morto”. Maya e Esteban immaginavano con dolore e rabbia la scena. “E dopo?”, chiedevano.
“Andate avanti voi”, disse la vecchia. Esteban prontamente aggiunse che proprio in quel momento passava di là una barca di soldati messi dal re a guardia del fiume, e subito i ladri violenti furono presi e legati agli alberi, per essere frustati. Maya era titubante, ma poi pensò a quel papà derubato e picchiato, e ai suoi bambini, e disse che certo una bella frustata se l’erano meritata.
“No, è solo accaduto che un contadino che lavorava un campo non lontano da lì, sentiti gli urli e i lamenti del povero pescatore, si è avvicinato, lo ha consolato e pulito alla meglio, e portato nella sua casupola. Lì ha cercato di medicarlo, e di rifocillarlo con un po’ di brodo e di pane. Capite?”. “Questo finale è migliore del nostro”, disse Esteban. “Quel pescatore ha capito che c’è la possibilità di essere generosi”, disse Maya. “I soldati si sono occupati dei ladri, il contadino invece è stato vicino a lui che soffriva”, aggiunse Esteban. “E’ proprio questo che conta”, disse la vecchia saggia, accarezzandoli ancora col suo sguardo luminoso.

TROFEO PRIMAVERA

 

 a Murano (Ve)  26 aprile 2006

QUARTA PARTE                                 Esteban E Maya Incontrano Peter Pan

 Un giorno Peter Pan si mise in testa di andare lontano dall’Isola-che-non-c’è, per vedere quel tratto di mondo che è a sud-ovest, dove – aveva sentito dire – esiste una terra stranissima e bellissima, abitata da uomini molto piccoli e bestie molto grandi. “Come fanno a sopravvivere uomini piccoli in mezzo a bestie grandi?”, si chiedeva Peter, e davvero non riusciva a darsi una spiegazione. Occorreva andarci, per capirlo. Su le vele, allora, si parte! Ed ecco la nave del capitan Peter solcare veloce e silenziosa le acque dell’oceano, verso la misteriosa terra.
Guarda caso, anche Esteban e Maya erano da quelle parti, insomma non erano troppo lontani dalla terra misteriosa. La loro nave era diretta alla Baia dei Caimani, a dire il vero, ma per arrivarci dovevano per forza passare molto vicini proprio alle foreste dove uomini molto piccoli affrontavano bestie molto grandi.
Finirono per incontrarsi in una insenatura, detta “Del rifugio”, dove le navi che andavano a sud-ovest facevano tappa per rifornirsi di acqua e di cibo. Le cose andarono così: Peter Pan dava ordini ai suoi marinai impegnati nella raccolta dei viveri gridando a gran voce, e finì per rivolgere qualche imprecazione anche a Esteban e Maya che passavano di lì e da lontano potevano essere confusi con i marinai talvolta pigri di Peter. “Ma chi le l’ha data, la patente di schiavista!?”, replicò Maya contrariata e irritata, mentre Esteban osservava incuriosito quel bambino che sembrava giocare a fare il padrone, e dava ordini di qua e di là.
Peter Pan fu colpito dalla fierezza dell’energica ragazzina, e si sentì in dovere di avvicinarsi e porgere le sue scuse. Così si avviò la conversazione, destinata a durare a lungo per la simpatia che subito si accese fra i tre. Quante cose avevano da raccontarsi! E cose incredibili, ma non per loro. Se avessero raccontato le loro vicende assolutamente fuori dal comune a ragazzi sempre vissuti in tranquille famiglie, nessuno avrebbe preso sul serio le loro storie. Ma le incredibili vicende che Esteban e Maya avevano vissuto li induceva a credere alle straordinarie avventure di Peter Pan, e viceversa! Gli “Ohhh!” e i “Pazzesco!” e i “Ma no, e tu allora?” o i “Mamma mia” di Esteban e Maya accompagnavano le parole di Peter Pan, che scorrevano dolci e suggestive come i grandi fiumi delle foreste. Ma quando ad un certo Peter Pan raccontò di bambini e bambine che non volevano crescere, sulle labbra di Esteban e Maya scese un silenzio pensoso. “Bambini che non vogliono crescere – pensavano nella loro mente – quale strana storia è mai questa? Perché i bambini non dovrebbero crescere?”. Peter Pan si accorse del silenzio preoccupato di Esteban e Maya, e fermò il suo racconto, per avere spiegazione. Esteban dichiarò la sua meraviglia per quel desiderio di non crescere. “Vedi – rispose Peter Pan – può capitare che l’infanzia sia vissuta come un periodo magico della propria vita: tutti ti vogliono bene e tu vuoi bene a tutti, puoi giocare tanto, e scherzare e ridere, e non ci sono quei musi lunghi, e quelle brutte diffidenze degli adulti. Allora è logico che si abbia paura del momento in cui si entrerà nel brutto mondo degli adulti! Anch’io non vorrei separarmi dall’infanzia, e proprio per questo”. Esteban si grattò la testa, di fronte a questa dichiarazione. E fu Maya, quasi commossa, a suggerire a Peter Pan questo pensiero: “Caro Peter, certo che l’infanzia è un incanto! Ma non per tutti, purtroppo. Il mondo da molte parti è cattivo, e lì i bambini non sono felici. Allora dobbiamo darci da fare, perché il mondo sia migliore. E sono gli adulti che possono cambiarlo, il mondo; siamo noi che potremo cambiarlo, quando saremo cresciuti e diventeremo capaci di fare tante cose”. “E di assumerci degli impegni - aggiunse Esteban – ognuno di noi un impegno deve prenderselo, e mantenerlo, anche!”. Peter Pan cominciava ad accettare quel discorso nuovo, ma esitava, incerto. “E poi, se nessun bambino diventa adulto – esclamò Maya -  mi dite come fanno a nascere nuovi bambini?”. Risero tutti e tre divertiti, e non la finivano più di scherzare fra loro, ripetendo un sacco di volte le stesse parole e le stesse battute, contenti della loro nuova amicizia.

TI ASPETTIAMO

DOMENICA 1° GIUGNO alle ore 17.00

 presso la Palestra dell’Istituto Salesiano “Agosti”

 

Per lo SPETTACOLO

 “ESTEBAN E MAYA E L’ISOLA DEL TESORO”

 

3. "EDELWEISS" - pallavolo Via Majer, 6 - BELLUNO
Presidente FAVERO Mario

4. "MIZO JUDO" - judo Via Majer, 6 - BELLUNO
Presidente STELLA Adriano, Via Colle, 1 - BELLUNO

 

5. PGS "DON BOSCO" TENNISTAVOLO - Piazza S. Giovanni Bosco, 18 - BELLUNO
Presidente Gentile Manrico, via Don Minzoni 8/a - 32100 Belluno - Scheda qui sotto

Il gruppo PGS "Don Bosco" tennistavolo di Belluno nasce nel dicembre del 94, (e muore nel 2005) dopo vari tornei sia giovanili che per adulti, in particolare dopo il torneo dell’8 dicembre 1994. L’Oratorio Salesiano "Don Bosco", poi Centro Giovanile, già da dieci anni organizzava ed ospitava tornei a carattere provinciale, per cui è stato naturale far partire un gruppo di ragazzi intorno a questo gioco. Pian piano esso è diventato una vera attività sportiva, con allenamenti settimanali e con partecipazione a varie attività, amatoriali, federali e del CSI. Si sono stabiliti dei rapporti di amicizia e collaborazione con la Loretana di Feltre, poi con il gruppo del Laio’s Cadore, con i quali si disputano però anche accesi derby!
I risultati non sono mancati, con la conquista di vari titoli Regionali a squadra, singoli e doppi; titoli Triveneti; promozioni in Campionati Federali di serie D, sia maschili che femminili.. Diversi atleti hanno partecipato a Campionati Italiani, anche con risultati interessanti. Naturalmente, lo spirito del gruppo resta quello tipico della PGS e, in più, del Centro Giovanile-Oratorio, per cui alla base della attività deve esserci l’amicizia, la accoglienza, i valori di crescita e di solidarietà piuttosto che quelli più negativi di un agonismo sfrenato e della vittoria ad ogni costo, dell’ individualismo e dell’ egoismo.
Gli iscritti
vanno dall’età di otto-nove anni ad oltre settant’anni; la attività è rivolta a maschio e femmine.. Per i giovani vi sono due allenamenti, Martedì dalle ore 18 alle ore 20 e Giovedì dalle ore 17 alle ore 20; gli adulti si incontrano il Martedì sera ed il Venerdì sera, dalle ore 20.30 alle ore 22.30. La sede degli allenamenti e degli incontri di campionato è il Centro Giovanile Don Bosco, piazza San Giovanni Bosco, 18. 
Indirizzo del gruppo: c/o Gentile Manrico via Don Minzoni 8/a 32100 Belluno.
   Il gruppo è momentaneamente sospeso.
Nostro E-mail  pingpongblchiocciolayahoo.it  


 

Per saperne di più sulle PGS: collegamento con il sito nazionale

 

PGS LOCALI nel TRIVENETO

 

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