UN PO' DI STORIA DELL'OPERA SALESIANA A BELLUNO

La presenza dei Salesiani a BELLUNO risale al 24 ottobre 1924.
Nel 1999 è stato celebrato il 75°
e nel 2004 l'80°.

Chiunque si accinga a rievocare le origini dell'Opera Salesiana in Belluno, per annotarne le vicende principali nei suoi anni di attività, scopre di non poter cominciare dal 1924, quando qui giunsero i primi tre Salesiani, senza risalire nel tempo fino al 1878; scopre cioè il denominatore comune di tutte le umane vicende, nelle quali si osserva sempre un periodo di preparazione un inizio, uno sviluppo come dire, un avvento, un natale, una crescita e così via.

Fin dal 1878 dunque, il sacerdote bellunese don Antonio Sperti scriveva a don Giovanni Bosco invitandolo a mandare anche a Belluno qualche salesiano per dirigere l'Orfanotrofio che il medesimo don Sperti aveva iniziato in città dopo la pestilenza del 1855.

Il carteggio si protrasse per diversi anni senza mai arrivare al dunque. Finalmente, 1'11 settembre 1886, vale a dire due anni prima della morte del Santo, don Sperti si decise di recarsi a Torino, per parlare direttamente con don Bosco.

"Andai incontro a Don Bosco - raccontò lui stesso -mi dette un bacio... Ho veduto, ho baciato un santo!".

"So tutto!" gli aveva detto don Bosco, che pressato da tante richieste di nuove fondazioni, non poté andare più in là delle promesse.

Tornato a Belluno, don Sperti continuò la corrispondenza col Santo, al quale chiedeva non solo di accettare la sua opera benefica, ma anche lui stesso come salesiano.

"Ella ha ai suoi piedi - gli scriveva - un povero prete avanzato negli anni, ma non ancora senza vita, che sospira ardentemente di far tanto bene alla povera gioventù, ma che purtroppo nella cura dei suoi orfani da 32 anni fu lasciato solo a far tutto e non poté partecipare allo spirito di veruna santa istituzione e nemmeno di un sacerdote che avesse la sua vocazione e che quindi ha potuto fare assai poco. Lo consoli, adunque, per carità col metterlo nel numero dei suoi salesiani. Col dargli chi lo aiuti farà opera che tornerà sempre a maggior gloria di Dio e alla salute delle anime, perché mi porrà in caso di prestarmi anche per quelle dei miei concittadini che mancano quasi affatto di sacerdoti" (don Sperti a don Bosco il 26 aprile 1887).

La malattia e la morte di don Bosco troncarono le trattative, riprese poi con don Rua, successore di don Bosco.

Ma il 18 maggio 1898 anche l'infaticabile don Antonio Sperti moriva e con lui parve morire ogni iniziativa in proposito.

Dovrà passare un altro quarto di secolo, prima che la Provvidenza disponga l'arrivo a Belluno del primo drappello di Salesiani.

Il 23 ottobre 1924 don Mario Signorini, don Francesco Carpenè, reduce dalle Missioni dell'India e il coadiutore Lorenzo Del Favero furono accolti dalla viva cordialità del Vescovo Giosuè Cattarossi, dal Prefetto e dalle Autorità cittadine. Un'onda di intensa commozione era in tutti i presenti. Nel dicembre dello stesso anno veniva nominato Ispettore delle Venezie don Giuseppe Festini,

La carità del natio loco e il grande cuore di questo degnissimo sacerdote salesiano bellunese, di Casamazzagno, contribuirono notevolmente al completamento e funzionamento del nuovo Istituto, che si apriva in piazza Piloni. E il 1° ottbre 1925 fu aperto anche il Convitto per studenti.

La bella chiesa di San Rocco, nel cuore della città, affidata a don Enrico Terraneo, divenne un centro di richiamo spirituale per tanti e tanti fedeli del capoluogo e dei dintorni. E quando, dopo 24 anni di fecondo apostolato, don Terraneo morì, rimpianto da tutto un popolo, ne continuò con novello ardore l'opera preziosa un altro salesiano, don Gerolamo De Martin, già vittima innocente nelle carceri iugoslave di Fiume.

La gioventù bellunese trovava nell'ambiente salesiano il clima naturale di gioia serena, di pietà spontanea, di festosa armonia, di studio impegnato, con recite, sport, passeggiate, che lasciavano un ricordo incancellabile: qualcuno ricorda ancora la prima passeggiata delle Castagne a Landris di Sedico il 22 novembre 1925!

Il 3 giugno 1926 il Rettor Maggiore don Filippo Rinaldi era accolto dalle Autorità cittadine e dal Vescovo diocesano per l'inaugurazione solenne del nuovo Istituto intitolato a colui che l'aveva tanto sospirato: "Istituto Salesiano Antonio Sperti".

Ben presto sorsero anche le associazioni delle Dame Patronesse e dei Cooperatori Salesiani; fu aperto pure l'Oratorio Festivo.

Nel luglio e agosto 1927 gli orfani ebbero il loro primo soggiorno estivo presso le Scuole elementari di Reane di Auronzo

Il 27 maggio 1928 si costituiva il primo nucleo di ex allievi.

Il 9 settembre 1928 il Direttore don Mario Signorini, ex ufficiale degli Alpini nella prima guerra mondiale e appassionato alpinista, vedeva realizzata una delle sue nobili aspirazioni.. alle Tre Cime di Lavaredo si consacrava a Maria Ausiliatrice la Cappella ricostruita della sez. "Cadore" del C.A.I.

Nel 1929 tutta la cittadinanza prendeva parte alle solenni celebrazioni in onore del novello Beato Giovanni Bosco. E dopo che il Beato divenne Santo, il 9 maggio 1934 la chiesa di S. Rocco si arricchiva della nuova artistica pala di San Giovanni Bosco del pittore bellunese Luigi Cima, che, a rendere più viva e parlante al cuore dei bellunesi la sembianza del Santo di Torino prendeva ispirazione dalle sembianze del santo Vescovo di Belluno Giosuè Cattarossi.

La morte di Mons. Cattarossi, nel pieno rigore della seconda guerra mondiale, lasciò un vuoto incolmabile nel cuore dei bellunesi e dei Salesiani che ne condividevano la devozione e la protezione.

Ma anche il successore Mons. Bortignon e, qualche anno dopo, Mons. Muccin guardarono sempre con simpatia all'opera svolta dai figli di don Bosco.

Nel 1949, celebrandosi il 25° dell'Opera Salesiana, il Vescovo Mons. Muccin, durante l'ordinazione di alcuni salesiani in S. Rocco, affermava: "I Salesiani a Belluno non sono semplicemente degli ospiti, ma godono diritto di cittadinanza".

Frattanto, mentre si vengono manifestando nuovi orientamenti da parte dell'Amministrazione Diocesana circa l'uso degli stabili temporaneamente affidati ai Salesiani, questi, a loro volta, vanno orientando la loro opera apostolica verso la periferia della città.

Infatti, fin dall'aprile 1945 il Rettor Maggiore don Renato Ziggiotti aveva incoraggiato i primi passi per una nuova opera nella zona dell'Oltrardo, mentre già era bene avviata l'assistenza religiosa e ricreativa tra i "birichini" di Borgo Prà.

Ed ecco, nel 1952, l'istituzione canonica della nuova Parrocchia intitolata a S. Giovanni Bosco e affidata al salesiano Don Edoardo Furlano, il pioniere e l'apostolo dei "biricchini" del borgo stesso.

Veniva intanto maturando la generosa donazione della nobile Co. Giuseppina Agosti per l'apertura di una Scuola Professionale. L'insigne Benefattrice moriva l'anno seguente, il 6 novembre 1955, lasciando imperitura testimonianza della sua carità verso i giovani.

Scaduto il contatto con l'Amministrazione diocesana per l'uso degli stabili dell'Istituto Sperti, il 20 agosto 1957 questi vengono restituiti alla Diocesi, che vi apre l'attuale Centro Giovanni XXIII.

Ma il 27 ottobre dello stesso anno il nuovo e stupendo Istituto "Agosti" (progettato dall' ing. Ronca) situato piazza S. Giovanni Bosco n° 12 nel Quartier Cadore, può già accogliere i primi artigiani di meccanica, motoristica, edilizia e studenti.

Nelle calamità che affliggono la zona bellunese, come nel disastro del Vajont, l'Istituto accoglie parecchi orfani dell'immane sciagura e, tre anni dopo, i sinistrati dell'alluvione.

Nel 1968 si riapre il Convitto per studenti delle Scuole Superiori, mentre va spegnendosi l'attività della Scuola Professionale, col venir meno delle presenze dei giovani di questa scuola.

Contemporaneamente va sorgendo la nuova Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giovanni Bosco, che sarà benedetta il 24 dicembre 1964 e consacrata il 4 giugno 1966.

Il sogno del primo parroco, Don Edoardo Furlano, viene realizzato dal suo successore, Don Giuseppe Ceriotti, il quale, l'8 dicembre 1972, invita Autorità religiose e civili alla solenne inaugurazione della Scuola Materna, con annesso Oratorio Femminile, affidata alle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Nel giro di 80 anni l'Opera Salesiana in Belluno è andata via via perfezionandosi e trasformandosi fino all'attuale sistemazione, così articolata:

- Istituto "Agosti" con Scuola Media (o Secondaria di 1°) (1964), Convitto studenti per le Scuole Superiori (1968); la Scuola Primaria (Elementare) dal 2000.

- Scuola Materna (o dell'infanzia) "Don Bosco", con annesse attività di animazione giovanile (danza, ecc.);

- Parrocchia "San Giovanni Bosco", con annesso Oratorio-Centro giovanile.

A distanza di oltre un secolo, il piccolo granello di senapa, germogliato come desiderio nel cuore ardente del pio sacerdote bellunese don Antonio Sperti, rimasto, come dire, in incubazione per 50 anni circa, sbocciato, fiorito, maturato a poco a poco e trapiantato nel corso di altri 50 anni, si presenta oggi come la pianta rigogliosa della parabola, all'ombra della quale trovarono e trovano ristoro schiere numerose di giovani, di Exallievi, di Cooperatori e di quanti cercarono e cercano sostegno, conforto e guida tra i figli di don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice.

 

Una donna che ha saputo fare del bene

Come accanto a S. Benedetto vediamo la sorella Scolastica; vicino a S. Francesco d'Assisi la concittadina S. Chiara; S. Francesco di Sales ha per fedele collaboratrice la Chantal; S. Giovanni Bosco è sostenuto dalla bontà e dallo spirito di sacrificio di Mamma Margherita, così nei 50 anni di presenza salesiana in Belluno si contano generose Collaboratrici e sostenitrici di quest'opera apostolica, la maggior parte delle quali, seguendo il consiglio evangelico, non suonarono mai la tromba, per essere lodate dagli uomini.

Ma nel numero di codeste Donne caritatevoli non si può tacere il nome della contessa Agosti, anima invisibile di ogni iniziativa di bene e di carità nella nostra città, la magnanimità della quale fu di tal genere, che non poté restare nascosta dopo la sua scomparsa silenziosa come silenziosa era stata la sua esistenza improntata alla educazione ricevuta presso le Suore Salesiane della Visitazione.

Alla generosità estrema di codesta nobildonna possiamo applicare queste altre parole del Vangelo: "se taceranno gli uomini, grideranno le pietre".

E sono appunto le pietre dell'Istituto di educazione giovanile voluto dall'evangelica carità di codesta Donna, che ne trasmetteranno il nome alle generazioni future.

L'istituzione intitolata alla Contessa Giuseppina Agosti, ultima della nobile famiglia bellunese, resterà come un faro di luce nuova per le nuove generazioni, monumento perenne della famiglia dei Conti Agosti.

 

I DIRETTORI SALESIANI

Allo "SPERTI"

Don MARIO SIGNORINI 1924 - 1930
Don FRANCESCO CARPENE' 1930-1936
Don CARLO RUSCONI 1936-1939
Don NELLO FERRARESE 1939-1945
Don ETTORE MARIOTTO 1945-1947
Don NELLO FERRARESE   1947-1953
Don LINO PREZZI   1953-1956
Don ANTONIO ZULIANI 1956-1957

All'"AGOSTI"

Don NELLO FERRARESE 1953 -1959
Don ANTONIO TOlGO 1959-1963
Don DINO MARTON 1963-1969
Don LINO PREZZI 1969-1971
Don LUIGI FANTINATO 1971-1974
Don VINICIO GREGGIO 1974-1980
Don PIETRO CIBIN 1980-1986
Don ADRIANO LUCATO 1986-1987
Don ALBERTO GUGLIELMI 1987-1991
Don GIULIO DORIGONI 1991-1997
Don GIULIO TRETTEL 1997-2006
Don ALBERTO TREVISAN 2006-

I PARROCI

Don EDOARDO FURLANO
Don GIUSEPPE CERIOTTI
Don SILVANO COLDEBELLA
Don ALBERTO GUGLIELMI
Don LUIGI FANTINATO 1994-2001
Don RENATO TASSO 2001-

SUPERIORE ALLA SCUOLA MATERNA

Suor FRANCESCA LUNARDI
Suor DONELLA SOLIGO
Suor MARIA LUISA FAVRETTO
Suor MARIA LIUT
Suor GIOVANNA BUSON
Suor LIA MAZZUCCO 1998-2006
Suor DANILLA 2006-

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